Giorgio Chiellini a Evolution Forum Day: “Uscire più forti dagli errori “

“Purtroppo nella vita non ci possono essere solo gioie, solo alti. Ci sono anche le sconfitte, i dolori, i bassi e proprio da questi momenti bisogna uscirne più forti. Ogni tanto ci sono questi reset dove riparti da zero. Per ritornare occorrono tanto sacrificio, tanta applicazione e tanta passione, che poi sono gli ingredienti per la perseveranza. Si può sbagliare, si sbaglia tutti, ma quando si supera un ostacolo si esce sempre più forte”.
È questo il potente messaggio di resilienza e rinascita lanciato da Giorgio Chiellini dal palco del 25° Evolution Forum Day. Il celebre campione della Nazionale italiana e della Juventus, si è collegato da remoto da Los Angeles dove ha iniziato una nuova avventura sportiva.
“Perché cambiare vita e rimettere in discussione tutto?” ha chiesto l’ideatore e conduttore dell’evento Gianluca Spadoni.
“È una sfida prima di tutto. Avevo voglia di vivere un’esperienza diversa. Dopo aver fatto quasi vent’anni a Torino ed alla Juventus, volevo vivere un’esperienza nuova con la mia famiglia. Volevo anche conoscere nuove cose, nuove persone, avere nuove prospettive e nuovi modi di vedere. Credo che l’America sia un posto dove poter imparare tanto. Poi penso che il mio futuro e la mia vita sarà in Italia. Ora mi sto godendo questa parentesi qui a Los Angeles, sto imparando tanto, sto conoscendo tanto e secondo me imparare a conoscere nuove culture ti apre comunque la mente, la visione, le prospettive della vita”.
Inevitabile parlare della Nazionale, passata dall’esaltante vittoria degli europei 2020 alla debacle dell’assenza dai mondiali 2022 in corso in Qatar.
Sulla vittoria di Euro2020 Chiellini ha spiegato innanzitutto che “venivamo da un periodo molto strano. L’europeo era stato rimandato di un anno per il Covid. Per un’estate abbiamo giocato sempre senza pubblico. E credetemi: a distanza di tempo è qualcosa di alienante. Non sembra neanche vero. In quel momento non ci rendevamo neanche conto, perché per inerzia dovevi andare avanti.
Sportivamente venivamo da due anni molto positivi perché avevamo fatto quasi 30 partite senza senza perdere. Si è creata un’atmosfera magica che ci ha permesso di vivere questo torneo con grande gioia e spensieratezza e c’era proprio un’atmosfera molto positiva che sicuramente l’allenatore è stato bravo a creare.
Nell’estate 2021 sono riprese le partite con il pubblico. Io mi ricordo la prima partita a Roma. C’erano 15.000 persone all’Olimpico, era praticamente vuoto ma sembrava che fosse strapieno. Secondo me tutte queste emozioni venute dall’eliminazione del mondiale 2018, la voglia di risollevarsi da un periodo difficile di tutta la nazione, di tornare a respirare sono state importanti”.
Il tono cambia pensando ai Mondiali in corso. “Guardo poco i mondiali – spiega il campione – so tutti i risultati e guardo quasi tutti i live score, ma onestamente penso di aver visto mezza partita in diretta perché è una ferita ancora aperta. Sento il peso della responsabilità verso tanti bambini che per almeno 12 anni non vedranno l’Italia al mondiale, me la sento tutta sulle sulle spalle. Dispiace tanto”.
Ma qui arriva la mentalità da campione: “Il passato mi ha insegnato che quando c’è una delusione così grande l’unica cosa da fare è rimboccarsi le maniche e lavorare per migliorarsi. Nella vita ogni tanto ci sono questi reset, in cui dobbiamo riparte da zero con tanto sacrificio, tanta applicazione e tanta passione, che poi sono gli ingredienti per la perseveranza, per ritornare più forti di prima”.
Di qui la domanda di Spadoni su come si dura nel tempo.
“Ho realizzato molto più di quello che pensavo. Sognavo tutto questo ma non mi sarei mai aspettato di realizzarlo. Neanche quando ho esordito che avevo già 17-18 anni, quindi non più un bambino che sognava, ma già un professionista. Mi allenavo e giocavo accanto a persone che avevano 15 o 20 anni più di me ed erano professionisti a tutti gli effetti. Nel frattempo studiavo, andavo ancora al liceo, e quindi portavo avanti tutto il resto. Sicuramente sono un tipo perseverante che ha sempre cercato di migliorarsi, ha sempre cercato di ascoltare, ha sempre cercato di farsi aiutare. Perché è nella mia indole scoprire, conoscere, voler imparare e voler crescere.
Detto questo, anche la persona più perseverante ha bisogno degli altri. Io sono una persona che si è fatta aiutare quando era ora. Ho avuto bisogno di tante persone che sono stati colleghi, allenatori o comunque persone nel mondo del calcio, amici al di fuori del calcio che non c’entrano nulla, ovviamente parenti, genitori, fratelli, mia moglie, le bambine. Ho sempre cercato di farmi aiutare da tutti perché anche la persona che sembra più forte, più invincibile, non lo è. Ed è normale che sia così”.
In questo senso l’ultimo forte messaggio del campione: “Piano piano si sta anche abbattendo questo tabù di parlare con gli psicologi. È una cosa che fa parte della vita e credo che sia anche importante per ogni persona, per superare alcuni momenti, per chiarirsi alcuni dubbi, per essere più forti ed avere più chiara una via da seguire”.
Ed ecco infine la sintesi di come si crea per Giorgio Chiellini una carriera che duri nel tempo: “La prima cosa da fare è cercare con passione di migliorarsi giorno dopo giorno. L’altra è farsi aiutare. Credo che questi siano i due segreti o i due principi da non dimenticare mai”.
💡 Vuoi scoprire di più su Evolution Forum Day? Clicca qui >>>