federico marchetti efday 23

Federico Marchetti (Yoox) all’Evolution Forum Day sprona i giovani: “Con coraggio, determinazione e sacrificio potete raggiungere i vostri sogni”

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Tra gli ospiti più attesi sul palco del 26° Evolution Forum Day c’era senza dubbio Federico Marchetti, fondatore di Yoox, primo “unicorno” d’Italia e ora nella Fondazione di Re Carlo III.

Intervistato da Gianluca Spadoni, Marchetti ha raccontato la sua incredibile storia: “All’Università Bocconi mi sono impegnato soprattutto all’inizio, lo facevo per crearmi una reputazione. Il primo anno bisogna farsi un grande mazzo. Bisogna prendere tutti 30 oppure a scuola tutti 8 o 9. Dopo di che successivamente quando ti aprono il libretto e vedono che hai preso tutti 30 non è che possono darti 28 o 27. Gli anni dopo a Milano infatti mi sono divertito, ho vissuto proprio la Milano da bere di quegli anni, primi ’90. Nel 1994 dopo gli studi sono andato a lavorare in una banca che si chiamava Lehman Brothers. Era il 1994 ed è fallita nel 2008, quindi io non ho nessuna responsabilità” ha detto tra le risate delle oltre 1.000 persone in sala.

Quello è stato il primo lavoro della mia vita e mi ha formato tantissimo. Venivo da Ravenna, ero un “provincialotto”, e viaggiare e conoscere nuove città come Milano, Londra, New York mi ha insegnato davvero tanto“.

Poi nasce l’avventura in Yoox: “Ai tempi in cui iniziai con Yoox probabilmente noi lavoravamo 24 ore su 24 – ha detto l’imprenditore ravennate – La verità è questa. Almeno per i primi tre mesi. Però non era un sacrificio. Era una passione. All’inizio eravamo una ventina, poi la realtà arrivò fino a circa 5.500 persone. Ho avuto la bravura e la fortuna di circondarmi di persone eccezionali che mi hanno aiutato e che hanno abbracciato la causa comune con grandissima energia e dedizione“.

Quindi il messaggio per i giovani: “Oggi hanno paura. Hanno paura del futuro, sono un po’ scoraggiati, sono un po’ demoralizzati, non pensano che in Italia si possa fare, non credono nell’ascesa sociale, pensano che tutto funzioni per raccomandazioni, che i calciatori sono i fighi. Ci sono un po’ di problemini culturali in questo Paese. Cari ragazzi, guardate, io sono partito da Ravenna, avevo una famiglia problematica, mio padre era depresso, non sono mai uscito con lui al ristorante, forse a prendere il caffè ma quando era vecchio… Vivevamo in un appartamentino, non avevo neanche la mia cameretta. Oggettivamente non ero nella situazione più avvantaggiata del mondo per partire. Invece, con tanto coraggio, determinazione e sacrificio, siamo riusciti a costruire una cosa meravigliosa“.

 

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