Il network marketing e la focalizzazione

#29 – Il network e la focalizzazione

Il network e la focalizzazione

Noi sappiamo che l’essere umano, per essere felice, ha bisogno di una cosa.

Noi non siamo tristi o felici in base a quello che abbiamo, non è una questione di soldi, non è una questione di status, mai.

La felicità non è data da quello che hai, la felicità è data da dove stai andando.

La cosa di cui noi abbiamo più bisogno è il senso di crescita, è avere un obiettivo per cui batterci. Non è importante il risultato, è importante avere qualcosa per cui battersi.

Poi, nella vita funziona così: le dieci volte che ti metti gli obiettivi, sette volte li raggiungi, tre volte magari no, e quelle tre ti aiutano per le volte successive, perché dobbiamo ricordarci che nella vita si vince e si perde. Se si vince sempre è un grande errore, perché vuol dire che ci poniamo obiettivi troppo piccoli.

Detto questo, come si fa a rimanere in focus?

Voi sapete quant’è il record del mondo sulla maratona maschile di 42 km? Due ore, un minuto e trentanove secondi. Due anni fa, fine 2019, è stato battuto il record in un’ora, cinquantanove e cinquantotto secondi. Record non omologato, perchè non è stato fatto in gara libera, ma è stato raggiunto da questo etiope, a Londra, proprio con l’obiettivo, insieme agli sponsor, di raggiungere questo grande risultato, scendere sotto le due ore. E per raggiungere questo grande obiettivo hanno fatto tre cose.

Che loro hanno fatto e che dobbiamo fare anche noi.

Ha massacrato tutti i record del mondo.

Prima cosa che ha fatto: non era da solo.

Perché correre da solo è una cosa, correre con delle “lepri” davanti ti dà molto più forza. Le lepri le hai, sono i tuoi colleghi, sono i tuoi collaboratori, è lo scambio costante.

Chiunque di voi stia facendo bene, fa dei passi avanti, dovrebbe condividerlo con gli altri, perché il vostro ritmo aiuta gli altri. Ed è da esempio.

Non tutti arriveremo in fondo, lo sappiamo. Però tutti quanti possiamo contribuire a un grande risultato, avere delle lepri.

Seconda cosa: Avevano il tifo. Avere il tifo è fondamentale, perché lo sapete, quante volte avere qualcuno che ti incita, che ti stimola, fa la differenza. E questo serve anche a chi magari questo mese non corre, però deve tifare. Dobbiamo tifare per gli altri, perché se questo gruppo vince, se 10, 20, 50 raggiungono le qualifiche, dimostrano a tutti noi che ce la possiamo fare, e la prossima volta saremo noi che scendiamo in campo.

Terza cosa: hanno utilizzato un raggio laser, per indicare dove doveva essere lui in quel momento per riuscire a correre sotto le due ore. Il cervello è fatto così.

Se tu hai costantemente davanti l’immagine, l’immaginazione crea, la visualizzazione crea.

Allora anche noi ogni giorno dobbiamo metterci il laser davanti: in base alla qualifica, scomporla e non bleffare.

Il laser è tutti i giorni dove devo essere, devo avere l’immagine di dove devo essere, devo scomporla in 30 giorni, in 30 passettini. È così che l’atleta ha stramassacrato il record del mondo, ha dimostrato che si battono le due ore, e così anche ognuno di noi può fare il proprio record personale, in questa maniera, con le lepre di fianco, con il tifo.

Abbiamo questo dovere: se noi non possiamo raggiungere l’obiettivo, abbiamo il compito di aiutare gli altri a farlo.

Ci sentiamo la prossima settimana,

Ti abbraccio.

Gianluca Spadoni