Usare Linkedin in modo efficace, i consigli di Giacomo “Jack” Sintini
C’è un social network che, più di tutti, ha rivoluzionato il modo in cui professionisti e aziende si incontrano: LinkedIn.
Ma usarlo davvero in modo efficace è tutt’altro che banale. Ne ha parlato Giacomo “Jack” Sintini, formatore, ex campione di volley e oggi manager in ambito corporate, durante una lezione tenuta alla Evolution Forum Business School.
Una testimonianza diretta, concreta, fatta di esperienze personali e consigli pratici per chi desidera promuovere se stesso con autenticità, coerenza e strategia.
LinkedIn non è solo un profilo, è una strategia
“Prima di tutto – ha spiegato Sintini – bisogna decidere quale immagine vogliamo trasmettere”.
Una frase che, da sola, ribalta la prospettiva con cui spesso si approccia il social: non si tratta solo di compilare un profilo, ma di costruire una presenza digitale coerente e riconoscibile.
Sintini ha proposto alcune domande guida da cui partire:
- Quali sono i miei punti di forza?
- Cosa mi rende diverso dagli altri?
- Per cosa voglio essere ricordato?
- Quali risultati concreti ho ottenuto?
- Quali problemi so risolvere meglio degli altri?
Domande che sembrano semplici, ma che richiedono uno sguardo lucido e profondo su sé stessi. Una forma di formazione aziendale personale, prima ancora che professionale.
Il profilo perfetto? Parte dalla copertina
Come in un libro, anche su LinkedIn la prima impressione conta.
Per questo, secondo Sintini, la copertina del profilo deve essere curata nelle dimensioni e nel messaggio visivo: è lì che si trasmette – in pochi secondi – l’immagine che si vuole dare di sé.
A seguire, è fondamentale la descrizione: “Serve chiarezza, autenticità, ma anche attenzione alle parole chiave – ha detto – perché è attraverso quelle che i recruiter o le aziende ci trovano”.
Nel suo caso, ha scelto una bio in inglese, diretta e multidimensionale:
Husband & Father. Head of Randstad Training & Regional Sales Manager. Cancer Survivor. Non-Profit Founder. Knight of the Italian Republic. Books Author, TV Sports Commentator & Tech Passionate. Volleyball Champ 4ever.
Un esempio che unisce esperienze personali, ruoli professionali, valori e passioni. Un messaggio forte, che racconta una storia – non solo un mestiere.
Dall’autenticità al posizionamento: raccontarsi con consapevolezza
Raccontando la propria evoluzione professionale, Sintini ha sottolineato quanto sia importante adattare la propria strategia al proprio obiettivo.
“All’inizio mi presentavo come un ex sportivo che parlava di motivazione. Ora il mio obiettivo è posizionarmi su un piano corporate più alto. Ecco perché, ad esempio, ho pubblicato una foto durante una visita al quartier generale di Google a New York. È un contenuto che rafforza il mio posizionamento”.
Il messaggio è chiaro: non è solo questione di “esserci” online, ma di esserci nel modo giusto, con coerenza tra ciò che si è, ciò che si vuole diventare, e ciò che si comunica.
“Dobbiamo raccontarci bene, ma senza inventare nulla”
Uno dei passaggi più apprezzati dell’intervento è stato quello sull’autenticità. Ma con una precisazione importante.
“Non dobbiamo dire bugie – ha detto Sintini – ma dobbiamo venderci bene. È come per un appuntamento: non vado in tuta. Mi preparo, mi sistemo, mi metto il mio vestito migliore. Sui social è uguale: non si tratta di fingere, ma di mostrare il meglio di sé”.
Un messaggio che torna spesso anche nei percorsi di formazione aziendale: oggi più che mai, comunicare bene significa posizionarsi con efficacia, anche nel mercato del lavoro.
Il contenuto fa la differenza
Non bastano le parole: su LinkedIn anche le immagini e i video devono essere curati. “Una brutta foto non farà interazioni – ha spiegato – meglio non postare, se non si ha una buona immagine. Occhio a luce, colori, espressione. Anche questo è parte della nostra comunicazione.”
Lo stesso vale per i contenuti: possono essere brevi o articolati, ma devono avere un senso, catturare l’attenzione e raccontare qualcosa.
Meglio pochi post ben pensati, che tanti messaggi vaghi e trascurati.
Infine, Sintini ha ricordato l’importanza di inserire le proprie competenze, le certificazioni acquisite, i percorsi di formazione seguiti, le lingue conosciute: elementi che contribuiscono a costruire autorevolezza e visibilità.
“Volersi bene e raccontarsi bene”: un consiglio che vale per tutti
A chiusura del suo intervento, Sintini ha lasciato alla platea un messaggio semplice e potente:
“Ci dobbiamo volere bene. Ci deve piacere quello che facciamo. E dobbiamo raccontarlo nel miglior modo possibile.”
Parole che parlano a chiunque si trovi oggi a lavorare nel mondo corporate, in continua evoluzione.
Che si tratti di un imprenditore, un libero professionista o un collaboratore in cerca di nuove opportunità, curare la propria identità digitale è ormai parte integrante della propria formazione professionale.
TRATTO DALLA RIVISTA EVOLUTION MAG USCITA n.1 > richiedi la tua copia gratuita