Gianluca Spadoni a TgCom24 17 agosto 2024

Giovani e lavoro, Gianluca Spadoni a Tgcom24: “Abbiamo bisogno di persone che abbiano voglia di fare impresa”

Gianluca Spadoni è stato ospite in diretta il 17 agosto 2024 su TgCom24 per parlare di giovani e lavoro in qualità di ideatore dell’Osservatorio Evolution Forum Business School

“Io penso che non siano cambiati i giovani – ha detto commentando il servizio sui problemi che attanagliano le ultime generazioni – ma che siano cambiati il contesto educativo, il contesto sociale, spesso i genitori. Siamo in un vuoto educativo importante, perché i tre pilastri con cui le generazioni precedenti sono cresciute oggi sono in profonda difficoltà: famiglia, scuola e comunità.

Viviamo in un contesto in cui le famiglie, sempre più comunemente, non sono famiglie tipiche. Spesso i ragazzi crescono con i nonni, ma i nonni non sono un elemento chiave come educatori. È saltata la scuola. Ricordo una cena di qualche settimana fa con il professor Galimberti, in cui insieme commentavamo come la scuola, se va bene, riesca a istruire, ma non riesca più a educare. Io sono cresciuto con la maestra, che per me era stata la seconda mamma, quindi un secondo elemento educativo. E poi è saltato il pilastro della comunità. L’oratorio, i primi campeggi, gli amici che dalla scuola puoi incontrarli anche fuori dalla scuola. Ci salviamo un pochino dove lo sport fa questo elemento da unione, altrimenti i ragazzi sono in un vuoto educativo. E non è colpa dei ragazzi, siamo noi adulti che dovremmo costruire un posto migliore per loro”.

Spazio poi all’occupazione, con i dati della CGIA di Mestre secondo cui in Italia ci sono sempre meno artigiani a fronte di professioni più intellettuali. Se nel 2008 le imprese artigiane in Italia erano quasi un milione e mezzo, nel 2023 hanno di poco superato il milione e duecentomila. Un crollo importante, testimoniato dalla chiusura di tante botteghe in giro per le nostre città.

Perché i giovani non hanno interesse a intraprendere quella strada e come cambiare la rotta?
“È chiaro – ha risposto Spadoni – che una professione che può dare prospettive anche di vita e uno status migliore è più affascinante. Dobbiamo far capire che quando si inizia a lavorare all’inizio della carriera non è per tutta la vita. Il lavoro serve come percorso educativo, per avere dignità, per dare senso e significato alla vita. Io ho iniziato a 14 anni facendo il cameriere. E non volevo fare il cameriere. L’ho fatto perché il contesto mi ha portato a farlo. Anzi: a dire la verità ho iniziato facendo l’imbianchino perché mio papà faceva l’imbianchino e mi ha portato con lui sul cantiere.

Quindi dobbiamo avere, anche come istituzioni, la forza di agevolare questo avvicinamento dei giovani al mondo del lavoro”.

Secondo Spadoni c’è da affrontare il tema dell’età in cui i più giovani possono entrare nel mondo del lavoro. “Oggi praticamente fino a 18 anni i ragazzi non possono lavorare. Consentire di iniziare qualche anno prima consentirebbe loro di approcciare il significato e il valore del lavoro, di guadagnarsi i primi soldini. Oggi ci stupiamo che i ragazzi non sono in grado di dare valore al denaro ma è molto chiaro il perché: ciò che è guadagnato è diverso da ciò che è regalato. Quello che non costa, per il nostro cervello, non vale. E quindi dobbiamo riuscire a riportarli nel mercato del lavoro e in questo caso anche dando più valore a professioni di cui oggi c’è una narrazione non corretta. Anche perché se andiamo sul mercato ci rendiamo conto che è difficilissimo trovare un idraulico, trovare un elettricista, trovare chi viene a fare lavori manuali e quindi si apre anche una prospettiva di business interessante”.

Altro tema toccato è quello della necessità di maggiori strumenti di formazione per diventare imprenditori, per fare impresa, per partire da un’idea e trasformarla in lavoro. Proprio per questo Gianluca Spadoni ha creato Evolution Forum Business School (leggi qui di cosa si tratta e gli ospiti dei prossimi appuntamenti).

“Tutto il mondo dell’istruzione – ha commentato Spadoni – è concentrato sulle competenze tecniche, sul prepararci per fare qualcosa di già conosciuto. Mentre nessuno ci aiuta a dare forma alle nostre idee, a costruire qualcosa magari anche dalle nostre passioni, ad avviare un’attività economica, a gestirla. Il 54% delle attività chiude nei primi due anni, il 93% nei primi 15 anni. Significa che manca totalmente la preparazione a fare impresa, la preparazione mentale, la preparazione alla creazione del valore. Spessissimo chi inizia a fare un’attività economica si aspetta di avere dei risultati facili, di avere dei risultati immediati, ma non è così. Per cui noi come Evolution Forum ci siamo davvero impegnati nel creare – un po’ venendo anche dalla mia storia visto che ho aperto la partita Iva a 19 anni – un percorso che possa aiutare tutti in generale, e ancora di più i giovanissimi, nel far sì che se hanno iniziativa, se hanno voglia di fare, se hanno voglia di costruire, possano avere un percorso guidato per sapere come si fa, possono sapere prima le difficoltà che incontreranno, possono conoscere in anticipo che la vera soddisfazione non sarà solo economica, ma sarà quello che avranno imparato, come saranno cresciuti, come si saranno sviluppati, l’opportunità che hanno dato poi ad altri”.

“Perché – sottolinea il formatore – non dobbiamo dimenticarcelo mai: il paese cresce se crescono le opportunità lavorative, le opportunità lavorative sono costruite dalle imprese e le imprese sono fatte di persone. Quindi abbiamo bisogno di persone che abbiano voglia di fare impresa, che abbiano voglia di mettersi in campo, e anche in un contesto sociale come quello che viviamo noi, in cui spessissimo chi ha un’attività autonoma viene visto come un evasore, viene visto come qualcuno che sfrutta, viene visto come qualcuno che lo fa solo per l’arricchimento materiale, in realtà è quello che permette di più una sostenibilità sociale che durerà del tempo”.