nicola bertinelli evolution forum business school 2024

Generare valore: la grande lezione del Consorzio del Parmigiano Reggiano e di Nicola Bertinelli

Dimenticate l’immagine romantica di un prodotto millenario semplicemente immutato nel tempo. La vera lezione del Parmigiano Reggiano per il business moderno non risiede solo nella sua straordinaria eccellenza, ma nella sua sorprendente capacità di leggere il presente e proiettarsi nel futuro. Come fa un formaggio con 1000 anni di storia a rimanere un modello di successo nell’economia globale? La risposta, secondo Nicola Bertinelli, Presidente del Consorzio, svelata durante il suo intervento all’Evolution Forum Business School, sta nella comprensione profonda che “il valore oggi è un valore di filiera“. Una consapevolezza maturata anche grazie a stimoli esterni inattesi, come le richieste arrivate nel 2018 dalle catene distributive inglesi che chiedevano certificazioni sul benessere animale all’inizio della catena.

Questo episodio ha chiarito che avere un prodotto finale eccellente non era sufficiente se non venivano curati aspetti fondamentali in tutta la filiera. “Tu quel formaggio, anche se era buonissimo, non lo vendevi – ha affermato l’imprenditore – Se quel formaggio dentro non aveva quel valore che era stato dato in un pezzettino all’inizio della catena del valore“. Questa interdipendenza ha rinforzato un principio radicato nel DNA del Consorzio e del suo territorio: “O tutti insieme si vinceva o tutti insieme si perdeva”, poiché “non potevi pensare che qualcuno in questa filiera nel medio lungo periodo avrebbe vinto a discapito degli altri”. La cultura del “saper lavorare insieme” è indicata come un fattore distintivo che ha contribuito al successo del Parmigiano Reggiano rispetto ad altre Indicazioni Geografiche.

Un tema di centrale importanza, soprattutto per i manager, è la programmazione dell’offerta. Per il Consorzio, l’obiettivo strategico è “riuscire a bilanciare la produzione rispetto alla capacità dei mercati di assorbire a valore quella produzione”. Anzi, la strategia adottata è quella di essere proattivi: “Creiamo spazi di mercato che devono essere la forza motrice e produciamo sempre un’unità in meno rispetto a quella che il mercato è capace ad assorbire“. Questo approccio mira a massimizzare il valore assorbito dal mercato, evitando eccessi produttivi che potrebbero deprezzare il prodotto.

I numeri della filiera del Parmigiano Reggiano sono significativi: si producono 4 milioni di forme all’anno, ognuna del peso medio di 40,5 kg. Per ogni forma sono necessari 520 litri di latte, che provengono da 267.000 bovine allevate in 2345 allevamenti. Questa filiera rappresenta il 20% della produzione nazionale di latte e impiega direttamente oltre 50.000 persone. Questo impatto sull’occupazione e sull’economia locale è un valore intrinseco delle Indicazioni Geografiche, le quali, non potendo essere delocalizzate, creano valore e lo scaricano nel luogo di produzione, nel territorio nazionale.

Nonostante i suoi 1000 anni di storia, il Parmigiano Reggiano dimostra che la tradizione non è un limite, bensì una base da cui partire per innovare. Bertinelli ha definito l’innovazione un “percorso obbligato”, necessario perché la vita delle imprese è un processo dinamico, “un film” e non “una fotografia”. Innovare significa “essere artefici di un cambiamento”, un “cambiamento migliorativo”. L’innovazione è fondamentale sia “per continuare a creare valore”, sia “per difendere il valore che abbiamo generato”.

In sintesi, l’esperienza del Consorzio del Parmigiano Reggiano, narrata da Nicola Bertinelli, offre lezioni preziose: la comprensione profonda del valore di filiera, l’importanza strategica della cooperazione e del lavoro di squadra, una programmazione attenta dell’offerta e la costante ricerca dell’innovazione sono pilastri fondamentali per il successo e la sostenibilità di un’impresa, anche per quelle radicate nella storia e nel territorio.

Questo contenuto è tratto dal corso di formazione Evolution Forum Business School