formazione aziendale

Formazione in azienda: l’esempio deve partire da manager e imprenditori

Nel contesto economico attuale, l’apprendimento continuo rappresenta uno degli asset strategici più rilevanti per la competitività delle organizzazioni. Investire sul capitale umano non significa soltanto migliorare le performance aziendali, ma anche costruire una cultura solida che valorizzi l’esperienza, normalizzi l’errore e incoraggi l’innovazione. Tuttavia, perché la formazione sia davvero efficace, è necessario che il cambiamento parta dall’alto: manager e imprenditori devono farsi promotori di una cultura dell’apprendimento.

Secondo Nicola Spagnuolo, Direttore Generale del CFMT (Centro di Formazione Management del Terziario), la leadership formativa richiede innanzitutto coraggio. Solo chi è disposto a mettersi in gioco può creare un contesto favorevole alla sperimentazione, all’errore costruttivo e all’auto-miglioramento. In altre parole, formarsi non è solo una questione di aggiornamento professionale, ma un’attitudine culturale che deve diventare sistemica.

Prendendo spunto dal modello proposto da Edgar Schein nel saggio Cultura d’azienda e leadership, Spagnuolo individua cinque comportamenti chiave che ogni leader dovrebbe adottare per promuovere un apprendimento diffuso:

  1. Promuovere la proattività.
  2. Pensare in maniera sistemica.
  3. Favorire la circolazione delle informazioni.
  4. Valorizzare la diversità culturale.
  5. Imparare a disimparare: una delle competenze più difficili, ma anche più strategiche in tempi di trasformazione.

La formazione aziendale, da sola, è uno strumento neutro. La sua efficacia dipende dalla chiarezza degli obiettivi, dalla condivisione dei risultati e dalla capacità di trasformare l’apprendimento individuale in competenza collettiva. Per questo è fondamentale costruire una vera e propria “cinghia di trasmissione” tra chi apprende e il resto dell’organizzazione. Come sottolinea Spagnuolo, “sapere è potere” per il singolo, ma per l’azienda il vero potere risiede nella conoscenza condivisa.

La questione si fa ancor più critica quando un manager cambia azienda: se il know-how non è stato diffuso in modo efficace, il rischio è quello di perdere valore e ripartire da zero. È perciò imprescindibile insegnare a trasmettere quanto appreso, perché non sempre chi apprende sa anche insegnare. “Teaching to teach” è una vera e propria competenza, che richiede metodo, empatia e una visione pedagogica.

Andare oltre la formazione come semplice aggiornamento tecnico è la sfida. Di questo, e di molto altro, si parla nel libro Oltre la formazione. Traducibile, memorabile, transdisciplinare: la formazione come strumento per anticipare i tempi, scritto da Nicola Spagnuolo e Andrea Granelli, con prefazione di Enzo Rullani, professore emerito dell’Università Ca’ Foscari. Il volume, edito da Harvard Business Review Italia, sarà disponibile da ottobre 2024.

In definitiva, la formazione efficace parte dall’esempio. E chi guida un’impresa non può esimersi dal dare il primo passo.

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