Gianluca Spadoni - intelligenza emotiva

#27 – Il Network e l’intelligenza emotiva

Il Network e l’intelligenza emotiva

E pensare che c’è ancora chi pensa che le aziende siano fatte solo di numeri e bilanci.
I bilanci non tengono conto di un fattore imprescindibile e sempre più centrale: il patrimonio umano.

In fondo, lo avrai capito:

le aziende crescono quando le persone crescono. Le aziende valgono quando le persone valgono.

Lo scorso mese si è tenuta la mia 42^ edizione del leader seminar in INTELLIGENZA EMOTIVA, un meraviglioso viaggio nell’intimità di ognuno.

Anche questa volta sono state 3 giornate in totale apnea, fra riflessioni, emozioni, risate, consapevolezze e anche pianti.

Ho visto aprire gli occhi, e soprattutto ho sentito aprirsi i CUORI.

Perchè noi lavoriamo con le persone e sulle persone.
Perchè non esistono persone senza obiettivi.
Perchè chi trova una guida trova una strada.
Perchè è il PERCHÈ a fare la differenza.

Quale è il tuo perchè?

Cosa ti muove?

Anni fa leggo un articolo su Business Insider in merito all’intelligenza emotiva.

“Intelligenza emotiva” è un testo di Goleman che mi salva la vita perché io di natura sono molto più propenso al costruire che al gestire, sono molto più portato a spaccare tutto piuttosto che mettermi lì e curare, gestire emozioni e così via.

Tant’è vero che faccio un Leader Seminar totalmente dedicato a questo tema, perché mi rendo conto che la capacità di gestire è altrettanto importante di quella di costruire. In questo articolo ci sono tutta una serie di cose che possiamo fare per migliorarci e che, mano a mano che lo scorro, mi rendo conto di aver fatto nel tempo e che cerco di fare ancora oggi costantemente.

Io te ne elenco tre che, principalmente, mi hanno permesso di migliorarmi così che anche tu possa fare la stessa cosa, leggendo l’articolo.

1. Trovarti un critico autorevole, cioè qualcuno che autorizzi a “romperti le balle”.

Qualcuno che sia autorizzato a dirti le cose come stanno, a non dirti semplicemente e solamente i tuoi lati positivi, ma qualcuno che ti possa dire quello che non va bene, quello che potresti fare meglio, i tuoi lati spigolosi.

2. Salva in bozza. Io ho ottenuto grandissimi miglioramenti da quando, con l’utilizzo delle mail, scrivo di getto e prima di mandare aspetto: questa è una metafora di quello che può succedere nella vita.

Tante volte dobbiamo imparare a contare fino a 10, tante volte dobbiamo avere la capacità di fermarci prima di parlare. Perché a volte facciamo più danni in 8 secondi di quello che abbiamo costruito in anni. Ci mettiamo pochi secondi, poche parole, pochi attimi per distruggere quello che abbiamo costruito magari in una vita a livello relazionale.

3. Imparare a metterci nei panni dell’altro.

Mi capita spessissimo che anche figurativamente prendo mi alzo e inverto i ruoli, mi metto nei panni dell’altro perché è davvero così. Noi pensiamo di avere la verità in tasca e la nostra verità ce l’abbiamo, il tema è che esiste anche la verità dell’altro, esiste anche il punto di vista dell’altro, esiste anche l’emozione di chi è di fronte a noi, di chi è di fianco a noi. Metterci nei panni dell’altro ci permette di vedere il mondo da più angolazioni e di avere sicuramente meno danni emotivi.

Questi sono stati i miei tre passi, che cerco di allenare costantemente. E tu?

Fammi sapere attraverso le mie pagine social una cosa che ti impegni a fare, anche se è estate, anche se è ferragosto, un passo avanti non solo per le prossime settimane ma per la vita.

Perché… quanto può cambiare in meglio tutto quello che fai se riesci ad avere un’intelligenza emotiva più alta, più spiccata? Taggami in una tua storia Instagram, e indica anche tu una cosa che ti impegni a fare per migliorarti dal punto di vista dell’intelligenza emotiva.

Io ti abbraccio e ti do appuntamento alla prossima settimana,

Gianluca Spadoni