Evolution Forum Business School

Pmi studiano in Evolution Forum Business School “metodo Sinner” per affrontare la crisi

Proprio venerdì Confindustria lanciava l’allarme sugli effetti che la “nuova” guerra in Medio Oriente composta per le imprese e anche per i consumatori.

In primis, dall’insediamento di Trump il dollaro è passato da 1,04 per un Euro a 1,16, toccato a metà giugno, con un calo del valore della moneta americana che potrebbe provocare un raddoppiamento dei dazi. Inoltre, l’ennesima guerra, sempre secondo Confindustria, sta portando a un aumento dei prezzi del petrolio con conseguente rincari dell’energia, brutta notizia per le imprese già gravate da uno scenario incerto a causa dei dazi.

Lo stesso dicasi per le Pmi che si riuniranno oggi e domani alla Dallara Academy di Varano de’ Melegari (PR) nel corso di Evolution Forum Business School, percorso di formazione ideato dall’imprenditore e formatore Gianluca Spadoni. Guest star di domenica 22 giugno è stato Riccardo Ceccarelli, fondatore di Formula Medicine e Mental Economy noto soprattutto per essere, dal 2020, il mental coach del numero uno del tennis mondiale Jannik Sinner.

Per le oltre 200 imprese che hanno partecipato all’incontro, dall’equilibrio mentale e lucidità di Sinner si possono ricavare almeno 5 elementi per affrontare la crisi.

1. Mentalità di crescita (18%). Sinner crede nello sviluppo delle proprie abilità attraverso impegno e lavoro costante, piuttosto che considerare le proprie capacità come innate;

2. Resilienza (15%). Sinner affronta le sconfitte come opportunità di apprendimento e miglioramento, concentrandosi su ciò che può fare meglio;

3. Controllo emotivo (14%). Sinner è noto per la sua capacità di mantenere la calma e la concentrazione, anche in situazioni di alta pressione, come durante un tie-break decisivo;

4. Allenamento mentale (13%). Sinner utilizza tecniche di allenamento mentale, per ottimizzare le sue prestazioni cerebrali e gestire lo stress;

5. Gestione dell’energia (12%). l’attenzione all’efficienza mentale e alla gestione delle energie gli consente di concentrarsi sulla prestazione e di evitare dispersioni inutili.

Queste qualità, come dice lo stesso Ceccarelli, ma anche i suoi stessi percorsi di mental coach, sono validi anche per imprenditori o manager che in un momento storico come questo possono trovarsi in difficoltà e indeboliti dai continui allarmi esterni.

Del resto, come si evince dall’Osservatorio di Evolution Forum Business School sulle Pmi, creato da Gianluca Spadoni, più di un piccolo/medio imprenditore italiano uno su due (54,5%) stima perdite fino al 15% sul fatturato delle proprie aziende entro fine anno a causa dei dazi imposti dal Presidente Usa. Il dato emerge dalla effettuata su un panel di oltre 2000 micro e piccoli imprenditori (cioè con fatturato sino ad 1 milione di euro, e meno di 5 dipendenti). Il tasso di preoccupazione resta molto alto e a soffrire maggiormente, secondo i leader delle nostre PMI, saranno un po’ tutti, ma soprattutto i piccoli negozianti di paese (32,5%) che rischiano di chiudere per sempre i battenti, mentre la GDO e le grandi catene europee (15%) saranno in grado di difendersi. Le conseguenze reali si vedranno soltanto tra 6 mesi, tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno 2025 (secondo il 68% degli intervistati). Una parte, meno positiva, ritiene che l’impatto possa essere più gravoso, fino al 30%; praticamente nessuno va oltre e crede che si potrebbe arrivare a dimezzare il fatturato dell’azienda per cui lavora (meno dell’1%).

Per le PMI “soffriranno tutti perché il commercio è globale” – è la riposta del 45% degli intervistati – ma le piccole attività commerciali, e quindi i negozi di paese, patiranno maggiormente (32,5%) rispetto alle grosse catene di supermercati presenti in tutta l’Europa (15%). Una buona fetta del campione dà peso anche al settore d’appartenenza e risponde: “Molto dipenderà dal settore merceologico interessato dai dazi” (15%). Non ci saranno differenze, invece, sulle conseguenze tra negozi in periferia e quelli del centro nelle città italiane (55%).

Una prima soluzione che auspicano i piccoli e medi imprenditori italiani è la “fidelizzazione del cliente con azioni mirate”: la pensa così l’83,5% degli intervistati secondo l’Osservatorio Evolution Forum Business School.

Anche il Corriere dello Sport ha parlato dell’evento. Clicca e leggi di più.

sinner corriere dello sport  

Guarda anche l’intervista di Gianluca Spadoni e Riccardo Ceccarelli sul TGR Emilia Romagna di Rai 3 cliccando il video qui sotto.

Questo contenuto è tratto dal corso di formazione Evolution Forum Business School