Se non sei online, non esisti.

Quando Facebook fece il suo arrivo in Italia, nel 2008, nessuno si aspettava che sarebbe diventato quello che è oggi.

Tutti abbiamo creato un profilo con l’intenzione di raccontarci, di raccontare chi siamo attraverso fotografie, filmati o post scritti, che ci facessero sentire connessi con chi condivideva con noi stesse passioni o visioni.

Rapidamente diventò una piazza in cui tutti guardavano tutto di tutti e

nessuno all’epoca pensava che si sarebbe evoluto al punto di diventare uno strumento indispensabile per il business grazie alla vetrina che offre e al raggio d’azione pressoché infinito che permette oggi.

Abbiamo fatto, o almeno alcuni di noi, un passaggio fondamentale dal “mero cazzeggio” al business, o meglio all’opportunità di creare o alimentare un business. 

In ottica professionale, il profilo Facebook smette di essere solo nostro e diventa un’ottima fonte di informazioni preziose per chiunque abbia a che fare, o  che stia per avere a che fare con noi.

Sono già anni ormai che i candidati per qualsiasi posizione aziendale vengono cercati e osservati sui social, su Facebook in particolare, ancora prima che si presentino a colloquio; così come chiunque abbia un appuntamento di lavoro con una persona sconosciuta, corre a informarsi su quella persona proprio attraverso il suo profilo prima dell’appuntamento.

Esistono delle opzioni per preservare la privacy, ma ormai molte aziende chiedono al candidato la possibilità di bypassare le restrizioni per avere accesso alle informazioni, e un rifiuto da parte del candidato non viene ben visto in ottica di assunzione, ovviamente.

Ormai possiamo affermare la quasi totale veridicità della frase “Se non sei online, non esisti”…il mondo viaggia a una velocità inaudita e le opzioni che abbiamo sono tenere il passo, o rimanere indietro.

Tenere il passo significa essere presenti, attivi, utili… anche online.

Il consiglio è quello di non sottovalutare la comunicazione fatta dal proprio profilo di Facebook: come abbiamo visto poco fa assunzioni e rifiuti transitano ora anche da lì. Ma è anche, e soprattutto, uno strumento che determinerà per chi ci osserva il nostro grado di credibilità personale e professionale.

Come disse qualcuno con maestria: “Non abbiamo una seconda occasione per fare una prima buona impressione”, perciò la cura del proprio profilo dovrebbe essere l’ABC del professionista credibile e pronto alle sfide del futuro.

2018-06-13T15:46:42+02:00