Ricordati di te – Emanuele Maria Sacchi

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Ricordati di te – Emanuele Maria Sacchi

Quando avevi pochi mesi di vita, e passavi dagli abbracci della mamma alla tua culla, i parenti e gli amici si chinavano su di te per osservarti e, inevitabilmente, sorridevano. Eri un piccolo essere umano del tutto indifeso, autentico e privo di malizia. Anche crescendo, quando eri bambino, hai conservato molto della tua meravigliosa purezza. Ti ricordi quando giocavi con i tuoi amici durante l’intervallo della scuola? Riuscivi a concentrarti completamente in quello che facevi: correvi, saltavi, ridevi e non pensavi ai compiti e alle interrogazioni. Giocare era un’attività estremamente seria! Eri talmente preso dal¬l’intensità del presente che non riuscivi a preoccuparti dei problemi del futuro. Avevi una grande capacità: sospendere l’ansia di ciò che sarebbe stato, per immergerti in ciò che realmente era. Se qualcuno avesse interrotto il tuo gioco, ricordandoti i tuoi doveri, ci saresti rimasto male. Avevi l’abilità di vivere l’istante e di gustarne appieno la bellezza.

 

Forse, da bambino, hai incontrato qualche nemico adulto: quelli che ti sgridavano se ti sentivano ridere a crepapelle, quelli che ti guardavano con rimprovero quando la tua bicicletta sfrecciava come un fulmine, quelli che temevano sempre che tu rompessi qualcosa. Tuttavia, è probabile che tu avessi anche degli adulti alleati: qualcuno che entrasse nel tuo mondo con delicatezza e ti raccontasse le meraviglie della natura e i segreti degli animali, qualcuno che amasse giocare con te o soltanto passeggiare in compagnia di un gelato e ascoltare i tuoi racconti fantastici.

Io conoscevo una signora molto anziana che portava da mangiare ai gatti randagi; gli abitanti del quartiere dicevano che era una vecchia pazza, la criticavano e le stavano alla larga. Un giorno molti gatti vennero trovati morti per avvelenamento e io vidi la vecchia appoggiata a un cancello: piangeva e non sapeva rassegnarsi, urlando e piangendo. Le passai vicino con la mia bicicletta, lei alzò lo sguardo e disse: – Ma chi può essere così crudele? – E riprese a singhiozzare.

Non sapendo come comportarmi, e volendola tuttavia consolare, le dissi: – Dev’essere qualcuno davvero crudele.

Lei mi guardò fisso, prese una lacrima e la riportò su, poi aggiunse: – Tu, tu non esserlo mai.

Ho imparato che le persone che vogliono bene ai bambini sono quasi sempre persone buone, serene, positive. Sono quelli che si lasciano condurre piacevolmente nel loro mondo e li tengono per mano. Non pretendono di farli crescere troppo in fretta, li rispettano, e spesso imparano da loro. Quando un bambino gli chiede se i draghi esistono davvero, si appassionano e rispondono:

– Secondo te? Tu li hai mai visti?

– No – risponde il bambino, – ma io credo che esistano…

– Anch’io non li ho mai visti, però ci sono un sacco di storie che parlano di loro. Tu cosa faresti se ne incontrassi uno?

– Dipende, se è un drago cattivo io scapperei di corsa, ma se è un drago buono lo farei diventare mio amico…

– Mi sembra un’ottima idea!

Quelli che invece non amano i bambini sono frequentemente dei gran brontoloni, infelici e pieni di pessimismo. Talvolta si rivolgono ai bambini criticandoli per la loro ingenuità: – Smettila di comportarti come un bambino, quand’è che crescerai? Allora, hai finito di farmi domande da idiota?

Sono davvero persone tristi, che abbandonano i bambini nel rifiuto delle loro meraviglia, lasciando terribilmente solo e rinnegando anche il bambino che giace, morto, dentro di loro. Gesù disse che “se non ritornerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli”.

Ricordati di te, di quando eri bambino: eri un essere umano autentico e non alterato. Ti bastava giocare per pochi minuti con un altro bambino, che già non potevi più separarti da lui, e quando si faceva ora di andare via, di abbandonarlo, pieno di speranza dicevi: – Mamma, può venire anche il mio amico? – Ricordi com’era facile fare amicizia? Non catalogavi, non inquadravi, non valutavi: davi e prendevi, prendevi e davi, senza curarti delle conseguenze, e trovare un amico era facile e spontaneo.

Da bambino accettavi tutti, senza pregiudizi, a patto che non ti facessero del male. Eri disponibile agli altri, senza preconcetti o schemi mentali; l’unica cosa che ti interessava è che l’altro fosse simpatico, interessante e divertente. Non sapevi nulla dei giudizi o del­l’odio.

Di conseguenza, non avevi nulla da giudicare e nessuno da odiare.

Nel tuo corpo da adolescente eri fragile, eppure avevi una saggezza profonda: ti ricordi la prima volta che hai fumato una sigaretta? Ti ricordi la tosse, la nausea, il senso di vomito? Il tuo organismo sapeva la verità e ti stava consigliando la cosa giusta: “lascia stare”. E la prima volta che hai bevuto un liquore? Ti ricordi il bruciore nel palato e il gusto schifoso del­l’alcol? Anche in quella occasione la tua saggezza profonda ti stava guidando verso il bene. Ricordati di quel bambino che aveva gli occhi pieni di meraviglia e sapeva eccitarsi per una vetrina illuminata. Ricordati di come sapevi giocare intensamente, di come ridevi di gusto e fragorosamente, di come esprimevi le tue emozioni con facilità, alternando lacrime copiose a forti, indimenticabili abbracci.

Ricordati di come eri in grado di tralasciare i dissapori e di perdonare davvero. Già sapevi, nella tua istintiva saggezza, che tenersi dentro il rancore e il risentimento è distruttivo e fa male. Dimenticavi facilmente, e tornavi felice.

Ricordati di quel­l’essere straordinario e naturale, di quel bambino, che era in te.

C’è ancora.

Forse si è addormentato, ma c’è ancora.

Sveglialo.

Quei bambini che vedi giocare e godersi la vita intensamente, non sono degli estranei. Dentro il tuo cuore ne custodisci uno. Devi soltanto scegliere di dargli la libertà. Fallo, riprenditi lo stupore. Se hai voglia di camminare a piedi nudi sul­l’erba, non aspettare. E se ti sembra sciocco e infantile, datti una scrollata: è bellissimo! Ci sono tante altalene che ti aspettano e storie divertenti che non vedono l’ora di essere raccontate. Quando arriverà l’inverno, corri in strada e trovati una buona postazione: sta per cominciare la battaglia a palle di neve! Non preoccuparti se qualcuno ti prende per sciocco o infantile: lasciali ai loro discorsi terribilmente noiosi e privi di inventiva. Troverai il tempo per essere serio, pratico e solenne, ma non devi esserlo sempre. La vita sa essere squallida se non la prendi un po’ sul ridere, se non fai più esperimenti, se non ti avventuri verso l’ignoto, se talvolta non ti perdi, come il polline leggero sui prati. Del resto dimmi, qual è stata l’ultima volta che hai fatto qualcosa di veramente buffo e divertente?


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2020-07-27T14:56:05+02:00