#9 – Quando NON funziona il Network Marketing?

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#9 – Quando NON funziona il Network Marketing?

2021-07-15T09:47:53+02:00

 

 

Eccoci, come oggi settimana, in questa rubrica a parlare di Network…
Come avete capito dalle “puntate” precedenti, in questa sede cerco di rispondere a tutte le domande più gettonate che mi vengono rivolte su questo tema.

La domanda della settimana è: “Quando NON funziona il Network Marketing?”

Come sempre, cerco di schematizzare la risposta in modo che vi rimanga più impressa.
Alla luce di tutto quello che ho imparato e sperimentato sul campo in 26 anni in questo settore, mi sento sereno nel dirvi che:


– il primo comune denominatore tra tutti quelli che si perdono, è quello del “giocare da soli”, interpretando questa attività come un’attività da singolo, in cui fare tutto autonomamente senza un minimo di collaborazione né con i propri collaboratori, né con la propria upline, isolandosi completamente.
Il Network Marketing non è uno sport individuale (nemmeno la Vita lo è!) e al di là della bellezza di giocare in squadra insieme agli altri, pensa alla tristezza di ottenere qualche risultato e non avere nessuno con cui condividerlo o con cui poter festeggiare;

 

– il secondo comune denominatore tra le persone che smettono l’attività, è la creazione di una rete caotica, ovvero dove ognuno fa ciò che vuole, nessuno fa quello che deve e tutti dicono la loro. 

Forse avete vissuto anche voi quella fase di caos, di confusione, in cui magari non ci capite niente perché manca un metodo, non esiste un sistema di lavoro… sappiamo che l’entusiasmo senza metodo, diventa caos.
Dobbiamo invece costruire e applicare un protocollo che permetta a ognuno di fare ciò che deve, a nessuno di fare ciò che vuole, e in cui tutti collaborano con ruoli e mansioni specifiche;


– il terzo motivo per cui di solito tutto frana e nel medio-lungo periodo ci si spegne e ci si perde è il fatto che si interpreta e si svolge l’attività pensando esclusivamente ai fatturati, alla vendita, alle qualifiche immediate.
Mi viene da dire che chi pensa in piccolo, pensa ai fatturati; chi pensa in grande, pensa alle persone.

 

Questa, come abbiamo detto in precedenza, è un’attività basata sulla moltiplicazione di numeri e di fatturati, ma solo perché si moltiplicano le persone coinvolte e capaci di lavorare seriamente.
Uno degli errori che viene fatto più spesso è pensare a “spremere i limoni”, a portare a casa i risultati subito, senza invece costruire collaboratori capaci, coinvolti in un’identità comune che sposano un progetto a cui ambire tutti insieme.

Mi farebbe molto piacere leggere la tua esperienza in merito, se ti va scrivimi sui miei canali Social cosa ne pensi.
Aiutami a condividere e a diffondere la cultura del networker professionista!

Il video lo trovi qui, buona visione e alla prossima “puntata”.

 

Gianluca Spadoni