Problem solving: la soft skill che devi possedere.

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Problem solving: la soft skill che devi possedere.

2020-11-19T10:17:17+01:00

Perché è così importante il Problem Solving? A cosa serve e come lo si può implementare? Con l’intento di condividere esperienze e conoscenze utili a migliorare la qualità della nostra vita, professionale e personale, continua la nostra disamina delle principali soft skills: quelle attitudini e capacità personali indispensabili nel mondo del lavoro di oggi e di domani.

“Se non potete essere un pino sulla vetta del monte, siate un cespuglio nella valle, ma siate il miglior piccolo cespuglio sulla sponda del ruscello […]” Recitano così i versi scritti da Martin Luther King 

Qualcuno potrebbe interpretarli come un piegarsi agli eventi, un assecondare passivamente lo stato delle cose, è invece, e chi conosce tutta la poesia lo sa bene, un invito a spingersi al confine, se non oltre, dei propri limiti, a migliorarsi costantemente, ad esprimere le proprie potenzialità, a fare il meglio possibile, con quello che si ha.  

È proprio questo che si intende con capacità di Problem Solving. Nello specifico il termine significa “Risolvere Problemi”, ma come di risolvono? Cosa implica avere una mentalità improntata al problem solving? Significa fare il meglio che si può, con quello che si ha.  

Più volte, negli articoli precedenti, ci siamo soffermati sulla descrizione del panorama e delle prospettive del mondo economico, del lavoro e sociale in cui viviamo. Orizzonte che, con opinione largamente condivisa, è caratterizzato da un’inedita quanto repentina velocità di cambiamento.  

Il cambiamento c’è sempre stato, fa parte della natura delle cose, della vita. Anche noi non siamo fatti per rimanere uguali, ma non siamo abituati e fatichiamo ad adattarci a cambiamenti così veloci.  

Così veloci e radicali da rappresentare una vera e propria rivoluzione economica e sociale. Se si ha un minimo di conoscenza della storia, le rivoluzioni solitamente segnano svolte epocali, mettono il punto su un’ipotetica linea, determinando un prima e un dopo che è destinato inesorabilmente ad essere profondamente diverso da quanto è stato fino a quel momento, senza prospettiva di ritorno al passato.  

Una prospettiva che rende indispensabile entrare nell’ottica del cambiamento, cercando di avere a disposizione e mettere a frutto, tutti gli strumenti migliori e utili per trarre il meglio da esso. Essere bravi nel proprio lavoro per esempio non basta più, non abbiamo detto che non serve, ma non è più sufficiente: le hard skills devono essere necessariamente sostenute e implementate dalle soft skills.  

Scorrendo i risultati di una ricerca del World Economic Forum la soft skill più ricercata nel mondo delle imprese, è proprio l’attitudine al Problem Solving

Se la Resilienza è la capacità di adattarsi come l’acqua, alle diverse situazioni, il Problem Solving è la capacità di vivere gli ostacoli non come freni, ma come occasioni per migliorare, come sfide da vincere per progredire.  

In un contesto in cui è tutto più veloce, anche i problemi, anche se sono gli stessi di sempre, si presentano più velocemente e conseguentemente c’è bisogno di soluzioni più celeri. Il tempo che si trascorre fermi davanti ad un ostacolo, in virtù della velocità, ha un valore molto più alto, in termini economici o sociali, rispetto a quello che avrebbe avuto in passato. Ecco perché la capacità di trovare e attuare soluzioni è quindi essenziale

Le cose non sono sempre come le vogliamo, per quanto ci impegniamo a pianificare, a programmare, l’imprevisto sarà sempre dietro l’angolo pronto a pararsi sulla nostra strada.

Come dice A. Robbins “La vita è per il 10% quello che accade, per il 90% come reagisci a quello che accade”. Il mercato e la vita sono quello che sono, è il modo con cui ci poniamo nei loro confronti a fare la differenza.  

Quindi come è possibile sviluppare le proprie capacità di problem solving? Ci si può allenare nel problem solving? Certo imparando e allenandosi a fare il meglio che si può con quello che si ha. Essere consapevoli del qui ed ora, di quello che si ha a disposizione in questo momento, non fare affidamento su quello che si aveva e non si ha più, e tanto meno su quello che si potrebbe avere ipoteticamente in futuro. Allenarsi al Problem Solving Strategico implica imparare ed allenarsi a gestire le situazioni.  

Come farlo? Magari partendo da un esercizio concreto, da un esempio pratico. Iniziate a farvi quattro semplici quanto fondamentali domande, e a darvi risposte ben precise.  

La prima è “Qual è la situazione?” e a ruota deve seguire un “Cosa voglio ottenere?”. Sono le domande e quindi le risposte indispensabili per definire punto di partenza, punto d’arrivo e quindi la strategia per raggiungerlo.  

Dopo questo passaggio passeremo a valutare “Quali opzioni abbiamo a diposizione?” Le opzioni devo essere reali, possibili, fattibili, e tra queste opzioni “Quale scelgo?”. Già l’opzione da scegliere è una sola, va scelta una soluzione e va messa in atto, possibilmente bene e nel più breve tempo possibile.  

Esempio pratico: sono a Roma e devo andare a Milano. Potrei andarci in auto, in treno, in aereo, ma anche a piedi o in bicicletta… Sarebbero tutte opzioni reali e possibili, se non fosse che non abbiamo abbastanza tempo per alcune e nemmeno sufficienti risorse per adottarne altre. Potrebbe anche capitare, quindi, che ci si renda conto non solo che le opzioni sono limitate, ma che la scelta è pressoché obbligata. Qualunque sia il modo in cui si arriva alla scelta della soluzione è indispensabile fare quella scelta e mantenere fede a quella strategia. È infatti evidente come le persone di successo spesso siano quelle che scelgono velocemente e mantengono fede alla scelta.  

Come per ogni performance anche per il problem solving è importante l’allenamento, così inizialmente avremo magari bisogno di vedere scritto nero su bianco, situazioni, obiettivi e opzioni, per arrivare ad una scelta, poi nel tempo il meccanismo mentale, come il gesto atletico, diventeranno naturali e distintivi.

 

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