Management: in una parola, il complesso universo di un’azienda.

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Management: in una parola, il complesso universo di un’azienda.

2020-08-06T10:55:46+02:00

Come spesso accade affidiamo ad un termine della lingua inglese il compito di rappresentare un concetto complesso, ma se andiamo a cercare nell’idioma italico un equivalente di management, ci imbattiamo nella parola gestione. Che non si discosta troppo dall’universo semantico e dalla complessità concettuale del corrispondente anglosassone.

 

Quindi cosa significa in italiano Management? Abbiamo scoperto che letteralmente corrisponde alla nostra gestione. Per estensione, in Inghilterra, in Italia e sui libri tecnici, ma anche nel lessico corrente, dove c’è del Management deve esserci un Manager. Chi sarà questo essere mitico? Semplicemente quello che in Italia abbiamo impunemente chiamato per diverso tempo gestore, ma anche direttore o dirigente, a seconda del campo o all’inquadramento contrattuale, in cui il malcapitato svolgeva le sue funzioni. In qualunque modo si decida di appellarlo, il manager rimane la persona titolata al management, quindi se restringiamo il campo d’azione all’ambito aziendale, a guidare: “Il complesso delle funzioni amministrative, direttive e gestionali dell’impresa”. 

Se andiamo a consultare poi i “classici” afferenti all’argomento management, in particolare quello aziendale, troviamo che Terry e Rue lo hanno definito come: “Processo o forma di lavoro che implica la guida e la direzione di un gruppo di persone verso gli scopi o gli obiettivi dell’organizzazione”. Per Stoner è il “Processo di pianificazione, organizzazione, guida e controllo degli sforzi dei membri di un’organizzazione e l’impiego di tutte le altre risorse dell’organizzazione per il raggiungimento degli scopi definiti dall’organizzazione stessa”. Quelli ad andare più per il sottile sono Johnson e Stinson che con poche parole spiegano :“Il management è il processo di lavorare con e tramite altre persone per raggiungere gli scopi dell’organizzazione”. 

Alla fine la matassa sembra intricarsi ancora di più, in definitiva in cosa consiste il management? Quindi cosa fa il manager o la squadra di manager titolari di diversi settori di un’impresa più complessa? 

Se torniamo alla semantica, un gestore, dovrebbe a rigor di logica, gestire? Gestire chi, gestire cosa, gestire come, gestire quando e perchè? Qui viene il bello, il management significa avere sotto controllo tutti questi diversi aspetti: perché la gestione è una, ma il suo spettro d’azione è alquanto complesso, e si estende su campi diversi e complementari, che hanno sì alcuni tratti comuni, ma prerogative e caratteristiche completamente diverse tra loro. Si tratta di gestire le risorse umane, quindi non solo il lavoro delle persone, ma le persone stesse con i loro caratteri, umori, pregi e difetti, aspettative, soddisfazioni e delusioni, qualità e capacità. Si tratta di gestire le risorse materiali intese come materie prime, beni immobili, risorse finanziarie, strumenti e macchinari. Altro argomento fondamentale è la comunicazione, quella interna tra le persone, tra i deversi settori dell’azienda e quella verso l’esterno, verso il mercato, qualunque esso sia. E aspetto spesso dato per scontato, o peggio poco considerato, e che invece afferisce ad uno dei beni più preziosi che tutti noi possediamo, è il tempo e la sua gestione. 

Ecco che per un management efficace, il manager deve essere in grado di gestire, o essere capace di individuare chi possa farlo per lui, tutti questi diversi aspetti della vita aziendale. 

Cosa si fa o si dovrebbe fare affinché il management porti effettivamente a raggiungere quegli obiettivi che ogni definizione riporta? 

Manager e consulenti devono mettere in campo le loro poliedriche personalità e dimostrare capacità decisionali, assumersi responsabilità, coltivare spiccate doti strategiche e di problem solving. Ma anche brillare per diplomazia, talento nel persuadere, nella trattativa e nella mediazione. Devono saper cogliere opportunità e cambiare completamente rotta se la necessità è adattarsi o contrastare condizioni in continuo mutamento. Il tutto mantenendo fede alla politica e alla mission aziendale, esprimendole e comunicandole in maniera coerente ed efficace. 

Sin qui ci siamo occupati della teoria, ma nella pratica è possibile essere questi personaggi che sembrano usciti dalla fervida penna di uno scrittore fantascientifico? Certo, con la preparazione e una formazione costante, per affinare o implementare le capacità o gli strumenti che servono. 

E magari, oggi nel 2020, guardare il management da una prospettiva diversa e prendere esempio da un manager di successo come Andrea Pontremoli che si racconta dicendo :”Ho fatto carriera, perché ho fatto in modo di far fare carriera a quelli che lavoravano con me”. 

Il manager e di riflesso il suo management, deve quindi essere utile in primis alle persone, che ottenendo le loro soddisfazioni i loro obiettivi, porteranno naturalmente l’azienda a raggiungere i propri. 

 

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