Il Network e i giovani. “Oddio! Mio figlio è entrato in una setta?!” – Gianluca Spadoni

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Il Network e i giovani. “Oddio! Mio figlio è entrato in una setta?!” – Gianluca Spadoni

2020-10-30T17:32:44+01:00

Parlo per esperienza personale.
Solitamente, alla notizia “ho iniziato la carriera di networker!”, in casa scattano gli allarmi.

Le parole più ricorrenti in quella discussione sono “lavaggio del cervello”, “setta” e “ripensaci!”, saprei perfino dirvi in quale ordine…!
Scherzi a parte, in questo articolo mi rivolgo soprattutto ai membri della famiglia (soprattutto i genitori) che non vedono di buon occhio la scelta dei figli di aprire un codice in un’azienda che sceglie il Network Marketing come sistema di distribuzione, perciò cercate di far arrivare loro questo testo e di farglielo leggere!

Il primo aggettivo che mi sento di spendere in favore del Network è che rappresenta un’esperienza utile.

Grazie a Dio le mie aule sono piene di giovani che a ogni corso mi testimoniano come, già solo dopo un anno di attività (svolta seriamente) abbiano imparato più di quanto imparato nei 4-5 anni precedenti di lavoro tradizionale.


Il Network non è soltanto un’attività lavorativa, ma una vera e propria scuola di vita, perché si imparano le regole, ci si allena a lavorare in squadra, si allenano le competenze relazionali e comportamentali e tutto ciò che ci avvantaggia nelle interazioni umane.
Poi è una scuola d’impresa grazie alla quale ragazzi giovanissimi imparano la differenza tra lavoro dipendente e lavoro autonomo e cominciano a pensare e ad agire in modo imprenditoriale.

Inoltre è un’eccezionale scuola di Soft Skills, ovvero di tutte quelle competenze trasversali che non si imparano sui libri ma si sviluppano sul campo, come il Problem Solving, la Collaborazione e l’intelligenza Emotiva… per citarne alcune.

 

Lo dico a gran voce e lo scrivo anche nel libro che ho dedicato al Network (Networker Vincenti: storie di ‘pescatori di uomini’): genitori, non ostacolateli ma tifate per loro! Non (solo) perché si realizzino, ma perché imparino le competenze che saranno loro utili per tutta la vita; non perché diventino i networker più famosi del mondo, ma perché migliorino come persone e come professionisti.

 

Oltre al libro, ho creato una community su Facebook, un gruppo chiamato Networker Vincenti, che conta più di 14.000 mila membri: il mio desiderio è che grazie alla condivisione di contenuti utili a svolgere questa attività in maniera seria, si diffonda una cultura del Network Marketing etica e professionale.
Vi aspetto lì.

 

Gianluca Spadoni