I motivi dei preconcetti sul network marketing. Perché il Network e i networker si scontrano spesso con la diffidenza e la ritrosia delle persone?

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I motivi dei preconcetti sul network marketing. Perché il Network e i networker si scontrano spesso con la diffidenza e la ritrosia delle persone?

2020-09-18T16:20:59+02:00

I motivi di questa resistenza vanno assolutamente compresi per poter alzare il livello delle proprie prestazioni, sono 7 e in questo articolo vi parlerò dei primi due:

– il primo motivo per cui il Network e il networker vengono ancora visti con il fumo negli occhi si basa su due parole: la VENDITA e l’ILLUSIONE.
Mi spiego meglio: se diventiamo bravi a vendere, ma contemporaneamente non diventiamo altrettanto bravi a gestire le persone, a farle crescere, a far sì che si impegnino per raggiungere i propri obiettiivi, succede che quell’idea – o meglio: quella visione che abbiamo venduto loro – si trasformi rapidamente in illusione e poi, inevitabilmente, in delusione.

Se durante la vendita ci siamo preoccupati solo del fatturato e del prestigio che l’affiliazione di quel nuovo collaboratore ci avrebbe procurato, senza minimamente occuparci delle sue aspettative, di formarlo, di guidarlo passo passo in questa nuova attività… quella con cui ci troveremo presto a fare i conti, sarà una persona sfiduciata e delusa… molto spesso anche arrabbiata.

In alcuni casi,  le persone deluse e arrabbiate hanno pienamente ragione a sentirsi prese in giro, molto spesso infatti vengono fatte loro delle false promesse (una su tutte: i risultati automatici e senza sforzi); in altri casi reagiscono male quando capiscono che l’impegno da profondere per raggiungere i risultati desiderati è consistente e non superficiale come pensavano, ed è molto più semplice e comodo cercare e trovare la responsabilità della propria inefficienza all’esterno.
È molto raro infatti che una persona che comincia questa attività sia in grado di assumersi il 100% delle responsabilità dei risultati ottenuti o mancati, spesso è molto più facile puntare il dito contro l’azienda, contro il Network o il settore in generale.


Quello che un networker professionista deve assolutamente sapere e comprendere, è che non si tratta solo di un’attività economica, ma anche e soprattutto di una prospettiva di crescita. E che le persone che gli danno fiducia vanno formate e guidate.

– Il secondo motivo è rappresentato  dall’INSISTENZA

Siccome all’inizio dell’attività non si è ancora formato con i professionisti, il neo-networker letteralmente assilla di telefonate, proposte e richieste quel centinaio di persone che fa parte della sua cerchia di conoscenze. Non possiede ancora il discernimento per capire che il “Ci penso!” è un modo elegante per declinare l’invito o rifiutare la nostra proposta.
Quelle che all’inizio mancano, sono le competenze per uscire dalla propria rete di relazioni, per approcciare i restanti 7 miliardi e 800 milioni di persone che sono là fuori.
È come se un imprenditore aprisse un nuovo ristorante e si aspettasse di fare affari solo con le persone che conosce… è praticamente impossibile crescere e prosperare in quella condizione.
Il mercato vero è fatto dalle persone che ancora non conosciamo, e questa è un’altra consapevolezza da acquisire e accettare il prima possibile.

Tratteremo insieme gli altri motivi negli articoli successivi.
Quello che sto cercando di fare è diffondere la cultura del networker professionista: una figura competente, integra e collaborativa in grado di diradare la “nebbia” della diffidenza che circonda il Network Marketing e di conferirgli la serietà e il prestigio che merita.
A questo proposito ho creato una community su Facebook che conta quasi 14.000 networker, a cui ti puoi unire semplicemente cliccando qui: gruppo Facebook “Networker Vincenti”.

Gianluca Spadoni

 

 

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