“È importante che ognuno metta la propria esperienza in dote a tutta la comunità, perché è quello che sappiamo fare meglio noi italiani”. Le prospettive future con Alessandra Ghisleri.

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“È importante che ognuno metta la propria esperienza in dote a tutta la comunità, perché è quello che sappiamo fare meglio noi italiani”. Le prospettive future con Alessandra Ghisleri.

2020-06-25T17:19:42+02:00

 

“È importante che ognuno metta la propria esperienza in dote a tutta la comunità, perché è quello che sappiamo fare meglio noi italiani”. Dai dati alla realtà, la lettura del contemporaneo e le prospettive future con Alessandra Ghisleri.

Essere pronti a cogliere le opportunità che la vita ci propone, impegnarsi e se necessario essere disposti a ricominciare da capo, a partire da se stessi. Questo e molto altro nell’intervista di Alessandra Ghisleri per Evolution Forum Day Live, il “caffè pensante” condotto da Gianluca Spadoni.

Alessandra Ghisleri, la Signora dei sondaggi, direttrice e cofondatrice, insieme ad Alfonso Lupo, di Euromedia Reseach. dopo la laurea in paleontologia oceanografica, la sua vita professionale prende un’altra strada, sulla scia della sua conoscenza e padronanza della statistica. Da ricercatrice-sondaggista ad imprenditrice, fino a diventare volto noto della tv e professionista di riferimento del suo settore, il suo è un percorso di vita di sicuro esempio e d’ispirazione per tutti. 

Un percorso di crescita inizia fondamentalmente da una domanda, che poniamo a noi stessi, che poniamo a qualcuno capace di segnare uno spartiacque nella nostra vita, una domanda che ci viene posta e che ci sorprende, che permette al nostro sguardo di aprirsi sul mondo da un punto di vista che non avevamo considerato fino a quel momento. Anche per Alessandra Ghisleri, c’è una domanda che ha dato senso al suo percorso, e quelle che lei pone ogni giorno alle persone intervistate, hanno lo scopo di osservare, di capire per guardare avanti. 

Abbiamo colto al volo l’opportunità di conoscere il punto di vista della numero uno in Italia quando si parla di sondaggi, numeri e statistiche, di colei che è tra le persone più autorevoli per parlare di tendenze, per la sua spiccata capacità di cogliere i trend, lei che ha accettato di trasformarsi da intervistatrice ad intervistata, per rispondere alle domande di Gianluca Spadoni e aiutarci a capire cosa stanno vivendo le persone, quali siano i sentimenti diffusi, dove stiamo andando e come lo facciamo. 

“La professione del sondaggista esisteva già da tempo, io non la conoscevo – si racconta Alessandra Ghisleri – forse non così esasperata come la conosciamo oggi, era evidentemente diversa. Avevo studiato geologia, mi sono laureata in paleontologia oceanografica, e la statistica era uno strumento importante per questo tipo di ricerche. Un percorso di studi particolare, ad un certo punto ho compreso che il mondo universitario era chiuso, arroccato nei baronati, mentre io avevo il desiderio di sentirmi libera. Durante gli studi, ho fatto diversi lavoretti, prendendo coscienza dell’importanza dell’indipendenza. Ogni esperienza lavorativa mi arricchiva: dal distribuire biscotti travestita da olandesina, al call center. Fino a quando mi chiamò il fratello di un amico, che cercava qualcuno che sapesse scrivere e conoscesse la statistica. Mi chiamò a parlare di politica, mi informai, internet non era così sviluppato, lessi giornali e i testi a disposizione e scrissi un testo, breve, una paginetta, che piacque e iniziai così con un contratto a tempo determinato in un istituto di ricerca. Lì capii che avevo una grossa fortuna, quella di intervistare migliaia di persone ogni giorno. L’ho scritto anche nel mio libro “La repubblica dei sondaggi”, in cui racconto che durante una diretta televisiva, per la quale il mio capo mi aveva chiesto di preparare un grafico, avviene un guasto tecnico a cui riesco freddamente a fare fronte, mi rendo conto che tutto il discorso partiva da una domanda che il mio capo aveva sottoposto al campione di intervistati: Come vi sentite oggi? Come vi siete alzati felici, tristi, preoccupati? Con il senno di poi ho capito che lui già 25 anni fa, aveva compreso il valore del percepito rispetto alla realtà. Il valore della pressante comunicazione su tutto quello che viviamo”. 

Come nasce quindi l’idea di fare impresa? 

“Nasce per molti motivi, il principale è che io mi sono sempre sentita libera, non ho mai voluto legami in campo lavorativo, perché ognuno deve rappresentare se stesso, nelle cose migliori che sa fare, che siano gli 

studi o le passioni. Nel 2003 l’azienda dove lavoravo in seguito ad un grosso problema e viene divisa e venduta. Quindi si doveva ripartire, e mi rendo conto di avere un grande patrimonio, costituito dalla conoscenza dei numeri, della storia politica italiana, della sociologia dell’epoca, e che tutti tiravano la giacchetta non tanto per capire, quanto per carpire. Grazie al coraggio di una persona importante, il mio socio e compagno di viaggio, facciamo una scommessa, quella di aprire un istituto di ricerca come piaceva a noi, investendo sulle metodologie, sul know how, sulle persone. Abbiamo iniziato con piccoli progetti, poi abbiamo capito che il mercato era molto più grande, perché noi costruivamo progetti su misura, quando tutti gli altri lavoravano con il ciclostile. Poi arriva un’importante committenza, e riusciamo ad ottenere i risultati attesi. Berlusconi scommesse e si affidò a noi. Da lì la nostra esperienza crebbe, così come il portfolio clienti, che hanno compreso che quando qualcuno si affida a noi, non diventa solo un nostro partner, ma condividiamo con lui conoscenze, segreti importanti, per costruire insieme un percorso di comunicazione. In particolare, in momenti come quelli che stiamo vivendo che i clienti chiedono prima di tutto supporto. Ed è bello perché tu hai la possibilità di donarti. Sono fortunata perché la mia professione mi permette di sentire e interrogare le persone ogni giorno, su qualsiasi argomento. Tutti noi vorremmo capire cosa pensa l’altro, se chi ho davanti mi apprezza. Grazie a una serie di accorgimenti e studiando molto, ho lasciato la mia prima passione e ne ho trovata un’altra. Oggi ancora mi trovo a studiare costantemente, anche solo per rimanere al passo con la tecnologia, e per senso di responsabilità. I ragazzi che arrivano in istituto freschi dall’università ti offrono opportunità incredibili, perché hanno metodi di approccio nuovi, nuove idee, da chiunque si può imparare sempre qualcosa, è uno dei vantaggi del mio lavoro”. 

“Abbiamo accennato all’importanza del percepito, a questo proposito come viene vissuta questa particolare fase storica in Italia?” 

“Intanto siamo tutti degli sperimentatori e sicuramente ne usciremo consapevoli delle nostre capacità, capaci di comprendere quali sono le nostre esigenze. Stiamo imparando ad affidarci a noi stessi e non solo agli altri. Questo è quello che riusciamo a leggere anche nei dati, anche se la gente è preoccupata e alla ricerca di punti di riferimento, per esempio nelle autorità dal Papa al Presidente della Repubblica. Gli italiani hanno anche percepito la cacofonia dell’informazione, con informazioni contrastanti in ci è difficile orientarsi. La politica cerca di andare oltre, ma poi alza le attese e con esse le domande e l’esigenza di risposte esaurienti. Ci troviamo nell’epoca del cosa facciamo, nella fase del durante, e gli italiani si affidano al buon senso, quello che forse ci è mancato in altre circostanze. Lo si vede nella volontà di pianificare, nel racimolare risorse energetiche, economiche, affettive. Tutti più vicini e più consapevoli, confortati dalle piccole sicurezze, con il desiderio di capire come muoversi”. 

“Un focus sul tema della fiducia, anche perché l’economia è fiducia, senza fiducia tutto vale niente” 

“Le persone sono pessimiste nei confronti del mondo, rispetto alla mancanza di pianificazione. Per esempio ci troviamo davanti ad una riapertura che è in qualche modo “maschilista”. La convivenza in ufficio va ridefinita. Parallelamente l’ottimismo è nelle persone. Ognuno sa di voler combattere e potercela fare, vuole iniziare a mettersi in gioco, perché capisce che c’è un futuro oltre all’oggi. Questo è l’ottimismo che aiuta a costruire un percorso. Bisogna ripartire senza dimenticare la scuola, la cultura, tutto quello che ci permettere di crescere. C’è il desiderio di agire, e l’impossibilità di farlo, siamo come cavalli alla griglia di partenza, nel momento in cui devi raccogliere tutte le energie, l’ottimismo che si ha dentro di sé per lanciarsi nella corsa. Il popolo italiano ha fiducia nelle istituzioni, ma una fiducia che è altalenante. Anche i numeri sono confusi a tal proposito, ognuno è nel limbo. L’incertezza fa male, e diventa difficile far emergere la fiducia interiore”. 

Come ti immagini il dopo, possiamo uscirne migliorati? 

“Sapersi adattare alle circostanze è molto importante. Siamo in una fase di convivenza. Ai ragazzi per esempio suggerisco di studiare e cercare di capire quali siano le strade del futuro, perché dobbiamo puntare su noi stessi, sul valore della nostra persona, nel concedere il nostro sapere agli altri, per costruire strade alternative, che siano energetiche, legali, di medicina, di scienza, matematica e fisica. Perché il lavoro che ci si propone è diverso. Puntare sulle nostre capacità e su quello che ci piace. Andrà tutto meglio se noi ci mettiamo del nostro. Dobbiamo capire che la vera materia prima è il capitale umano. Io non potrei fare nulla senza le persone che lavorano con me. Dall’11 settembre abbiamo cambiato il nostro modo di viaggiare, oggi siamo chiamati a cambiare il modo di vivere la socialità. 

Dovremmo imparare a restaurare i nostri valori, da cui ripartire, per nostra la vita, per la nostra azienda. Le cicatrici non vanno cancellate, sono la ricchezza del nostro vissuto, la nostra restaurazione, si avvale di queste cicatrici. 

Mi definisco un’ottimista ottusa e sono convinta che dobbiamo imparare a costruire il domani basandosi su se stessi. Il compito è restaurare se stessi per ripartire con tutto il resto. È importante che ognuno metta la propria esperienza in dote a tutta la comunità, perché è quello che sappiamo fare meglio noi italiani”. 

Queste alcune delle considerazioni che Alessandra Ghisleri ci ha regalato durante l’intervista, che puoi ascoltare in versione integrale.

E se anche tu desideri mettere nel circolo positivo della ripartenza, le tue energie, la tua voglia di esserci, ti aspettiamo per ascoltare tutte le novità colte da Alessandra Ghisleri, che tornerà a dialogare a tu per tu con i partecipanti ad Evolution Forum Day il prossimo 28 novembre 2020 a San Patrignano di Rimini