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Migliorare la performance come un vero campione

Come si possono ottenere performance migliori? Come possiamo avere degli strumenti super efficaci per le sfide di tutti i giorni?

Per rispondere a queste domande Gianluca Spadoni ha organizzato l’11 marzo una diretta gratuita con il performance coach Max Damioli e con Giovanni Guidetti, tecnico italiano di pallavolo tra i più vincenti della storia che allena la squadra turca del Vafik e la nazionale serba.

«Ogni giorno – ha esordito Spadoni – ognuno di noi può dirsi da adesso in poi, può creare discontinuità, può decidere che quello sia il primo giorno di una nuova vita, di un nuovo percorso, di un nuovo progetto. Stasera parliamo di progetti, parliamo di risultati, parliamo di come poterli ottenere.

Quando io vado a conoscere Guidetti a Istanbul, ad ottobre 2021 grazie a Giacomo Sintini, arrivo nella sede della squadra e rimango folgorato dal manifesto all’interno dello spogliatoio. Sono 14 punti con i comportamenti che il suo team, le sue campionesse devono mantenere e portare avanti, che si vinca o che si perda, che si alzi la coppa oppure no.

Non a caso l’ultimo punto del manifesto è “Noi saremo il miglior team del mondo a imparare della sconfitta”. Tutti noi a volte perdiamo e capita anche ad un coach vincente come Guidetti. Poche settimane fa il suo Vakif è stato sconfitto da Conegliano ai quarti di finale della Champions League per la prima volta dopo dieci anni consecutivi».

«Si perde e si perderà sempre – ha detto il coach – Questo fa parte del gioco, fa parte dello sport. Tutti i più grandi hanno perso e perderanno. La differenza, la grande differenza, è quello che succede il minuto dopo la sconfitta, quello che succede il giorno dopo la sconfitta. C’è chi piange, chi si dispera, chi trova scuse e c’è chi dice “benissimo abbiamo perso per questo motivo. Cosa abbiamo sbagliato?Cosa dobbiamo fare adesso per migliorare? Cosa dobbiamo fare per non perdere la prossima? Cosa abbiamo imparato da questo?” Questa è la chiave di tutto.

Noi abbiamo perso tanto, ma le più belle vittorie della mia squadra sono sempre venute dopo grandi sconfitte. Mi ricorderò sempre che siamo usciti dalla semifinale dei play-off del campionato turco con una squadra inferiore a noi. Non avevamo il coraggio di guardare al di là delle nostre scarpe. Ci sentivamo colpevoli e frustrati. Dopo una settimana da quella sconfitta ci aspettava la Final Four di Champions League a Treviso.

Quindi mi sono detto: abbiamo una settimana per tornare ad avere la forza di guardare quello che dobbiamo fare. Così ho fatto realizzare un poster gigante con una Champions League e una bottiglia di champagne ancora più grande della Champions League. Il messaggio è: ieri abbiamo fatto male, malissimo. Abbiamo una settimana per rifarci di tutto, abbiamo una settimana per alzare quella coppa e bere lo champagne insieme. Ma per fare questo dobbiamo aver capito perché abbiamo perso e dobbiamo far sì che questa settimana sia la migliore della nostra vita. Non ci può essere nessuna squadra al mondo che si alleni meglio di noi in questa settimana. Se facciamo questo, arriviamo a Treviso e vinciamo la Champions League. E così è andata».

 

Altro punto importante del manifesto è “Ci piace essere molto bravi nel fare le cose che non ci piacciono“.

«Qui sta la differenza – ha detto il mister – fra il campione e il giocatore mediocre. Nella pallavolo a nessuno piace fare squat, piace correre in palestra, piace fare pesi. Ecco perché il campione vero è quello che fa con il massimo impegno anche quelle cose che non piacciono. Non a caso quando devo scegliere una giocatrice parlo con il preparatore che l’ha allenata l’anno prima per capire se ha voglia di fare quelle cose che non piace fare a nessuno. Da lì capisci che tipo di giocatrice è».

Guidetti ha poi raccontato un’altra frase per lui estremamente significativa, presa in prestito dal tecnico spagnolo di calcio Pep Guardiola: “Il tuo talento ti ha portato in questo spogliatoio, il tuo atteggiamento deciderà se ci resterai”.

«Mi è troppo piaciuta perché non c’è scritto se giocherai bene rimarrai qua dentro. Non c’è scritto se farai tanti punti, tanti muri, tanti gol rimarrai qua dentro. No, si parla di atteggiamento corretto perché si basa tutto su questo. Quando hai giocatori con l’atteggiamento giusto vincerai, primo o dopo vincerai. Anche i valori non hanno nessun fondamento se poi non sono seguiti dalle azioni, dai comportamenti».

Non a caso diversi comandamenti di Guidetti riguardano gli atteggiamenti da avere. “Questo manifesto è nato una notte durante un periodo in cui la squadra non girava, c’era una brutta energia, c’erano brutte facce. Mi sono chiesto come fosse possibile che queste ragazze, giovani giocatrici professioniste, venissero in palestra con una faccia brutta. Io quando vado a fare la spesa vengo servito da commessi che sorridono. E non credo che guadagnino neanche un decimo o un centesimo di quello che guadagna la mia giocatrice che si permette di non sorridere. In più, quello che mi piace dire della pallavolo è che è lo sport più affollato. C’è tanta gente in uno spazio molto piccolo. Quindi appena qualcuno sbuffa, ha una brutta faccia, questa diventa la faccia di tutti. Perché l’energia negativa si espande a macchia d’olio in un secondo.

Se hai dei problemi a casa me ne parli e decidiamo il da farsi. Se ti alleni, per quelle due ore e mezzo i tuoi problemi non mi interessano. Oppure se sono gravi, vai a casa, li risolvi e torni domani. Questo per me è la chiave di tutto e su cui spendo molta energia. Io stesso non posso permettermi di andare in palestra con una brutta faccia, non posso permettermi di andare in palestra non sorridente. Devo comunque essere propositivo, carico e con energia».

Altro comandamento riguarda i piccoli miglioramenti, quasi insignificanti, che possono portare fantastici risultati.

«Come si distinguono le bravi giocatrici dalle campionesse? La campionessa è quella che mi chiede “Cosa posso fare di più? Cosa posso migliorare? Posso fare qualcosa di meglio?” Perché sa che c’è un’altra campionessa pronta a prenderle il posto. Il giocatore mediocre invece è quello che al suggerimento dell’allenatore tira fuori le scuse, ti spiega perché non fa quelle cose».

Esempio lampante di questa mentalità applicata è Tijana Boskovich, campionessa serba che, grazie all’aiuto di Max Damioli, ha potuto migliorare la propria performance durante gli europei del 2023, vincendo il premio come miglior giocatrice del torneo. La Serbia ha perso la finale per un soffio ma si è qualificata alle olimpiadi di Parigi.

 

“Io, come qualsiasi bambino a cui piace lo sport – ha detto il coach – ho sempre sognato di vincere una medaglia olimpica. Metterò tutto me stesso in questo obiettivo perché penso che ai propri sogni non bisogna mai e poi mai rinunciare. Darò tutto me stesso perché questo sogno diventi realtà”.

 

Spazio poi al performance coach Max Damioli, che con Guidetti ha collaborato la scorsa estate per aiutare la campionessa serba Tijana Boskovic a performare meglio durante gli ultimi europei di pallavolo. «Lo sport – ha detto – è semplicemente una metafora facile della vita. È facile perché c’è un cronometro, c’è una bilancia, c’è un centimetro ma la nostra vita è da centatleti. Penso che la performance di una pallavolista di alto livello non sia così superiore alla performance di una madre di tre figli con i genitori ammalati. Questo per dire che anche noi dobbiamo trattare le nostre performance come se fossimo atleti, anzi centatleti.

La vita ci chiede cento compiti e dobbiamo essere abbastanza bravi a farli tutti. Quindi ci vuole un sacco di energia per lungo periodo, per tutta la vita.

Il respiro appartiene al tripode del successo insieme alla gratitudine e al divertimento ed è fondamentale perché il nostro corpo ha bisogno continuamente del comburente per andare avanti. Proprio come un motore a scoppio senza aria non parte, così funziona il nostro organismo. Se noi diamo al nostro motore il 5% dell’energia disponibile, riusciamo a sopravvivere però non avremo energia per fare tante altre cose.

In più il respiro ha un grandissimo vantaggio anche per l’atleta di tutti i giorni: è efficace, cioè funziona su tutti quanti; è efficiente, perché bastano 10 grandi respiri di sollievo 10 volte al giorno per avere benefici; è autonomo, perché lo faccio da solo dovunque io sia, tutti i giorni”.

 

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